Carciofo romanesco del Lazio IGP

Categoria: ORTAGGI / FRUTTA »
Tipologia: IGP »

Stagionalità

La raccolta inizia i primi di febbraio nelle costa laziale con le cultivar più precoci (C3, Castellammare e Grato 1) e si protrae sino alla fine di aprile-inizio maggio nelle zone interne e con le cultivar più tardive (Campagnano e Grato 2).

Il carciofo romanesco è una pianta erbacea poliennale, provvista di rizoma sotterraneo, dalle cui gemme si sviluppano fusti ramificati; presenta un colore verde cenerino, è sferico, compatto con un caratteristico foro all'apice. Le cultivar del carciofo romanesco sono Castellammare e relativi cloni, Campagnano e relativi cloni. Il carciofo detesta l'umidità , come pure le temperature inferiori ai 4 - 5°, richiede un clima mite e, per quanto riguarda i terreni, predilige quelli profondi, di medio impasto, ben drenati e neutri. Per le notevoli cure colturali che richiede, il carciofo è una specie da rinnovo, miglioratrice, e può, quindi, precedere o seguire cereali ed altri ortaggi.Il carciofo romanesco si caratterizza, inoltre, per la completa assenza di spine sulle foglie, la forma globosa e brattee ben serrate dei capolini, i quali presentano il caratteristico foro centrale. Le brattee assumono diversa colorazione e possono variare, a secondo delle cultivar, dal verde al violetto.

Le zone tipiche di coltivazione si estendono lungo il litorale tirrenico dalla pianura del Marta, Montalto di Castro, Canino e Tarquinia (provincia di Viterbo) a Civitavecchia (RM), alle colline della Tolfa (Santa Marinella, Allumiere,Tolfa , all'areale di Roma, Campagnano di Roma, Lariano, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino (provincia di Roma) e nella pianura di Latina (Priverno, Sermoneta, Pontinia) . I comuni più noti tradizionalmente per la coltivazione del carciofo romanesco si trovano appunto in queste tre province.

Note

Sagra del Carciofo Romanesco a Ladispoli seconda domenica di aprile. Altre Sagre si tengono a Campagnano e Sezze.

La lavorazione del terreno avviene ad una profondita' di 50-60 cm con aratura o rippatura seguita da una lavorazione superficiale; tale operazione deve essere preceduta dalla distribuzione dei concimi fosfo-potassici ed eventualmente del fertilizzante organico.L'impianto avviene a partire dal mese di agosto fino ad ottobre.Al fine di anticipare il risveglio vegetativo, si possono effettuare interventi irrigui a partire da agosto. In generale, sono sufficienti dai tre ai cinque interventi irrigui di 300–350 mc/ha/turno. La dicioccatura puo' essere manuale o meccanica. Al fine di reintegrare la sostanza organica nel terreno e' obbligatorio lasciare i residui colturali sul terreno previo sminuzzamento e interramento. La scarducciatura si effettua solitamente tra la seconda e la terza decade di settembre e tra novembre e dicembre.
Per il "Carciofo Romanesco del Lazio" viene allevato un solo carduccio per pianta. La raccolta si effettua a mano, scalarmente e con modalita' diversa in relazione al tipo di presentazione al mercato.

Note

Sagra del Carciofo Romanesco a Ladispoli seconda domenica di aprile. Altre Sagre si tengono a Campagnano e Sezze.

Il carciofo romanesco nelle campagne laziali è conosciuto sin da epoca romana probabilmente, già  gli Etruschi raccoglievano questo prodotto. Infatti, secondo il botanico Montellucci, è da attribuire agli Etruschi l'opera di addomesticamento della coltivazione di questo ortaggio. La sua diffusione nella regione Lazio iniziata a partire dal XV secolo, gli ha permesso di occupare rapidamente, fin dal tardo rinascimento, un posto di assoluto prestigio nella gastronomia laziale.

Note

Sagra del Carciofo Romanesco a Ladispoli seconda domenica di aprile. Altre Sagre si tengono a Campagnano e Sezze.

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