Oltre 1000 prodotti accompagnati da una dettagliata carta dei produttori. All’Enoteca Regionale avrete solo l’imbarazzo della scelta tra le 17 DOP e le 9 IGP (tra riconosciute e in fase di riconoscimento) e i 340 Prodotti tradizionali censiti nel Lazio. A cominciare dai formaggi: dal Burrell’alla Caciotta della Tuscia e alla Caciotta genuina Romana, dal Formaggio di pecora sott’olio alle Marzoline, al Pecorino di Picinisco, dal rinomato Pecorino Romano alla Mozzarella di bufala, dalla Ricotta Viterbese alla Ricotta Romana. E poi i salumi: la Braciola sott’olio, la Coppa Viterbese (o coppa della Tuscia), le Mortadelline di Amatrice – Accumoli, le Porchette del Lazio (Ariccia, Viterbo, Poggio Bustone), il Prosciutto di Bassiano e di Guarcino, la Salsiccia di Monte San Biagio e quella sott’olio allo strutto, per citarne solo alcuni. Una ricercata proposta di territorio, dai legumi al miele, dai prodotti che riscoprono le biodiversità di alcune aree regionali al pesce di lago trattato, seguendo ricette antiche e sapienti, fino al pane ed ai dolci.
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Prodotti DOP
DOP è una sigla che sta per Denominazione di Origine Protetta, e indica un prodotto agro-alimentare originario di una determinata regione, luogo o paese. Le qualità e le caratteristiche del prodotto DOP derivano dall’ambiente geografico di provenienza (fattori naturali e umani). L'intero ciclo produttivo di un DOP, cioè produzione, trasformazione e confezionamento, avviene in un’area geografica delimitata.
Prodotti IGP
IGP sta per Indicazione Geografica Protetta. Indica un prodotto agro-alimentare originario di un'area geografica, le cui qualità, reputazione, o altre caratteristiche, possono essere attribuite all'origine geografica, e la cui produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avviene nell'area geografica determinata. La differenza, rispetto ai DOP per i quali tutte le qualità e caratteristiche sono dovute all’ambiente geografico, è che per un prodotto IGP si fa riferimento e una determinata qualità, o caratteristica.
Nel primo caso, la produzione, la trasformazione e la elaborazione del prodotto devono avvenire nell’area geografica determinata; nel secondo si
parla invece di produzione e/o trasformazione, e/o elaborazione. Cioè per ottenere la IGP basta che anche una sola fase del processo produttivo (capace di
attribuire al prodotto quella determinata qualità o caratteristica di pregio) avvenga nella zona stabilita.
Prodotti IGT
IGT sta per Indicazione Geografica Tipica. Indicano vini di una zona geografica molto ampia, il cui nome geografico è utilizzato per designare il prodotto che ne deriva. I disciplinari che regolano il prodotto risultano meno restrittivi dei precedenti.
STG (Specialità Tradizionale Garantita)
Riconoscimento comunitario ai sensi del Reg. CE 509/06 attribuito ad un prodotto agroalimentare che non fa riferimento ad un'origine geografica, ma ha per oggetto la valorizzazione di una composizione o di un metodo di produzione tradizionali.
Prodotti DOC
La sigla DOC sta per Denominazione di Origine Controllata. Indica vini di una zona viticola particolarmente vocata, il cui nome geografico è utilizzato per designare un prodotto di qualità, regolato da disciplinari di produzione che impongono i vitigni da utilizzare, la zona specifica di produzione, le modalità di coltivazione e altre carattersitiche che identifichino univocamente il prodotto. DOCG è un riconoscimento di particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini DOC di notorietà nazionale e internazionale.
DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita)
È un marchio di origine che certifica l'origine e la qualità di un vino. Per denominazione di origine dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata; esso viene utilizzato per designare un prodotto di qualità e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse all'ambiente naturale e ai fattori umani. La categoria dei vini DOCG comprende i vini prodotti in determinate zone geografiche nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione (approvato con Decreto Ministeriale). Le DOCG sono riservate ai vini già riconosciuti denominazione di origine controllata (DOC) da almeno cinque anni che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati, per effetto dell'incidenza di tradizionali fattori naturali, umani e storici e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale ed internazionale.
Prodotto Tradizionale
Un prodotto agro-alimentare può essere definito “Tradizionale”, secondo quanto esplicitamente riportato nel DM 350/99, allorquando “le metodiche di lavorazione, conservazione, stagionatura, risultano consolidate nel tempo. Per l’individuazione dei prodotti agro-alimentari le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano accertano che le suddette metodiche sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai 25 anni”.
I prodotti tradizionali sono inseriti negli elenchi regionali il cui fondamento è principalmente quello dell’accesso alle deroghe in materia igienico-sanitaria in modo da “assicurare sempre uno stato soddisfacente di igiene e disinfezione dei materiali di contatto e dei locali nei quali si svolgono le attività produttive. Tutto questo salvaguardando le caratteristiche di tipicità, salubrità e sicurezza del prodotto, in particolare per quanto attiene la necessità di preservarne la flora specifica”.
Il Marchio Natura in Campo - I prodotti dei Parchi del Lazio
Il marchio identifica i prodotti agroalimentari provenienti dai territori delle Aree Naturali Protette della Regione Lazio, in applicazione di un disciplinare che ne prevede le modalità di concessione d’uso, di effettuazione di controlli e le eventuali sanzioni.
Attraverso l’istituzione del marchio Natura in Campo L’Agenzia Regionale Parchi – Regione Lazio intende perseguire i seguenti obiettivi:
a) promuovere forme di collaborazione e partenariato tra gli Enti gestori delle Aree Naturali Protette del Lazio e i produttori che operano nelle aree stesse secondo criteri di sostenibilità ambientale;
b) incentivare e qualificare la produzione di beni agroalimentari con metodi compatibili con le caratteristiche dei territori delle Aree Naturali Protette e con le loro esigenze di conservazione;
c) promuovere la commercializzazione ed il consumo dei prodotti biologici, tipici e tradizionali locali, contribuendo alla conservazione della biodiversità nelle Aree Naturali Protette;
d) promuovere l’imprenditoria e l’occupazione nelle Aree Naturali Protette favorendo la conoscenza delle produzioni locali presso i consumatori locali, nazionali ed internazionali;
e) promuovere la sperimentazione e la valorizzazione di attività produttive sostenibili.
Presidio Slow Food
Slow Food è un’associazione internazionale non profit nata in Italia nel 1986 il cui fine è quello di promuove il diritto al piacere, difendere e divulgare le tradizioni agricole ed enogastronomiche di tutto il mondo. Slow Food, attraverso progetti (Presìdi), pubblicazioni, eventi e manifestazioni come ad esempio il Salone del Gusto, Cheese, Slow Fish difende la biodiversità, i diritti dei popoli alla sovranità alimentare e si batte contro l’omologazione dei sapori, l’agricoltura massiva, le manipolazioni genetiche.
I Presìdi sostengono le piccole produzioni eccellenti che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano mestieri e tecniche di lavorazione tradizionali, salvano dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta. I Presìdi coinvolgono direttamente i produttori, offrono l’assistenza per migliorare la qualità dei prodotti, facilitano scambi fra Paesi diversi e cercano nuovi sbocchi di mercato (locali e internazionali). Allo stato attuale nel Lazio sono presenti 4 Presìdi Slow Food: Lenticchia di Onano, Marzolina, salsiccia di Monte San Biagio e Caciofiore della Campagna Romana.
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