Palatium celebra il “Re” degli ortaggi laziali

Locandina settimane del Carciofo romanescoDue settimane dedicate al Carciofo del Lazio IGP: dall’orto alla tavola, un protagonista di virtù. Da lunedì 8 a venerdì 20 marzo 2010, l’Enoteca Regionale Palatium presenta un particolare menù tematico interamente dedicato a diffondere le qualità del Carciofo romanesco del Lazio Igp. Ricette storiche della cultura gastronomica romanesca affiancate da piatti innovativi ideati dallo chef di Palatium per esaltare le doti organolettiche di questo eccellente ortaggio e confermarne, semmai ce ne fosse bisogno, la straordinaria versatilità in cucina. Il menù prevede, infatti, ricette di terra e di mare: dagli immancabili carciofi alla romana, una ricetta antica che racchiude in sé i sapori e gli odori della campagna laziale, ad una torta rustica di carciofi e polpi; dalla tradizionale lasagna carciofi e mozzarella di bufala ai rigatoni con carciofi, pomodorini e alici di Gaeta; dal pollo biologico stufato con carciofi al Filetto di coregone di Bolsena con carciofo alla romana. Per l’abbinamento con il vino, da sempre considerato difficile se non impossibile con il carciofo, Palatium, si rivolge al territorio con proposte innovative e sorprendenti e, in alternativa, un’interessante carta delle acque del Lazio.

Un’iniziativa che rientra nella costante attività promozionale dell’Enoteca Regionale che, in base alla stagionalità, valorizza il meglio delle eccellenze agricole ed agroalimentari del Lazio con eventi e appuntamenti a tema. Le settimane del Carciofo arrivano dopo la settimana dedicata al territorio di Amatrice, le iniziative per valorizzare l’olio extravergine, i vini del Consorzio di Tutela di Frascati e i novelli del Lazio. Un’attività che proseguirà in futuro con altri incontri interessanti tutti da gustare e consolida il ruolo di Palatium come centro di riferimento per la formazione e la promozione della culturale enogastronomica regionale.

Scarica il menù sul carciofo

Il Carciofo romanesco del Lazio IGP

Il carciofo, ingrediente fondamentale della dieta mediterranea, accompagna da tempo immemorabile la cultura gastronomica e rurale delle popolazioni del Centro Italia. Le radici della sua coltivazione vengono fatte risalire al tempo degli etruschi, come attestano raffigurazioni rinvenute all’interno di alcune tombe della necropoli etrusca a Tarquinia. In epoca moderna la sua espansione nella regione Lazio inizia a partire dal XV secolo, entrando, fin dal tardo rinascimento, stabilmente nella gastronomia laziale. Tuttavia, fu solo dopo la seconda guerra mondiale che il carciofo cominciò a diffondersi con sorprendente rapidità, dispiegando pienamente le sue eccellenti proprietà organolettiche e la grande versatilità in cucina.

Per la cultura popolare possiede virtù terapeutiche e salutari; innegabile il suo essere alimento tonico e digestivo, ricco di vitamine e nutrienti fondamentali. Contiene inoltre un principio attivo, la cinarina, che favorisce la diuresi.

Oggi è un ortaggio assai diffuso nelle regioni centro-meridionali della Penisola, ma è nel Lazio che si sono sviluppate le cultivar più pregiate (come la “Castellammare” e la “Campagnano”) che fanno del carciofo romanesco il primo e l’unico, fino ad ora in Italia, a essere tutelato a livello comunitario. Il Carciofo romanesco del Lazio IGP, si presenta dal sapore dolce e gradevole e con foglie (brattee) interne di tenera consistenza.

La coltivazione del carciofo è presente, soprattutto, nei paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo (Italia, Spagna, Francia, Grecia, Tunisia, Algeria, Marocco e Israele). Recentemente la coltivazione si è estesa anche in California, Argentina, e Nuova Zelanda. Nel bacino del Mediterraneo tuttavia, si concentra il 90% della produzione mondiale.

L’Italia con 50.000 ha destinati a carciofo occupa il primo posto a livello mondiale contribuendo con oltre il 50% della superficie complessiva, seguita dalla Spagna con 20.000 ha e dalla Francia con 13.000 ha.

Tra le regioni, Puglia, Sicilia e Sardegna si caratterizzano per la coltivazione del carciofo di tipo rifiorente, dette anche di ogni mese, che produce da novembre a marzo mentre in Campania, Lazio e Toscana è coltivato esclusivamente il carciofo di tipo romanesco, con produzioni che vanno dalla seconda quindicina di febbraio ad aprile.

La coltivazione del carciofo nel Lazio è costituita esclusivamente dalla tipologia romanesco e le superfici interessate sono concentrate in tre province che risultano così distribuite: Roma (480 ha), Latina (300 ha) e Viterbo (260 ha).

Le zone tipiche di coltivazione si estendono lungo il litorale tirrenico dalla pianura del Marta (provincia di Viterbo), alle colline della Tolfa, all’areale di Cerveteri e Ladispoli (provincia di Roma) e nella pianura di Latina. I comuni più noti tradizionalmente per la coltivazione del carciofo romanesco si trovano appunto in queste tre province.

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